L’Ente pubblico non risponde della buca presente sulla strada (Sentenza Tribunale di Firenze – n.656/2018)

201803.06
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Con la Sentenza n. 656/2018 pubbl. il 06/03/2018 il Tribunale di Firenze ha rigettato la domanda e condannato a rifondere le spese legali un pedone che aveva citato in giudizio il Comune di Firenze asserendo che la buca nella quale era inciampato consisteva in un insidioso dislivello della pavimentazione della piazza fatto in pavè, causato dall’incuria dell’ente preposto alla sua custodia e non appositamente segnalato; infatti, la scarsa illuminazione della Piazza alle ore 22.00 le aveva impedito di prevedere il pericolo e di evitarlo con l’uso della normale diligenza.

Il Giudice ha accolto le difese del Comune, non ammettendo neppure i testi di controparte, ed ha affermato, in particolare, che non sussiste la responsabilità dell’Ente in quanto

“…lo stato dei luoghi in cui è avvenuto l’incidente era una piazza illuminata con sufficiente visibilità anche in tarda serata, della pavimentazione e la sconnessione del pavè della piazza, derivante dalla sua storicità, era generalizzata in vari punti della piazza e chiunque la percorresse era in grado di rendersi conto di quelle irregolarità con l’uso di normale diligenza”.

Il Giudice ha altresì rilevato che “l’allocazione della responsabilità oggettiva per custodia in capo al proprietario del bene demaniale per i danni che esso può provocare agli utenti non esime gli utenti stessi dal dover far uso di una ragionevole prudenza, adeguata allo stato dei luoghi, a salvaguardia della propria incolumità. La mancanza di ordinaria diligenza vale, in effetti, ad escludere la configurabilità dell’insidia e della conseguente responsabilità della P.A. per difetto di manutenzione della strada pubblica, dato che quanto più la situazione di pericolo è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, sino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso (Cfr: Cass., 16 maggio 2013, n. 11946; Cass., 22 ottobre 2013 n. 23919).”

In sostanza, “la sconnessione documentata in causa era superabile dall’attrice (di anni 56) mediante l’utilizzo di un livello ordinario di attenzione esigibile in base alla sua età”. Sul punto vd. anche recenti sent. del Tribunale di Firenze (“deve ritenersi integrato il caso fortuito ogni qual volta la situazione di pericolo sarebbe stata superabile mediante l’adozione di un comportamento ordinatamente cauto del danneggiato, così come principio affermato dalla giurisprudenza di merito che non possono ricadere sull’ente pubblico effetti indesiderati dalla disattenzione del danneggiato”(Tribunale di Firenze 21.1.2017 n. 202 Dott.ssa Zanda e 22.08.2016 n. 2863 dott. Minniti)” (Tribunale di Firenze, sentenza n. 1014/2017, Dott.ssa Anselmo).

Teresa Fontana

Studio Legale CNTTV