201902.26
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La mancata iscrizione del credito nei confronti della banca in bilancio assurge a indice della volontà di rinunciare a detto credito – Perdita della legittimazione processuale attiva e passiva – Tribunale di Firenze Sentenza n. 631/2019 pubbl. il 26/02/2019 RG n. 444/2012

Lo Studio Legale CNTTV (Avv. Alessandro Tarducci) ottiene un’interessante decisione da parte del Tribunale di Firenze che, con la sentenza citata (Sentenza n. 631/2019 pubbl. il 26/02/2019 RG n. 444/2012), ha deciso per “l’estinzione della causa pendente avanti al Tribunale di Firenze, in quanto allo stato non può pronunciarsi alcuna sentenza nel merito per effetto della cancellazione del registro delle imprese della società che come tale comporta una immediata perdita della legittimazione processuale attiva e passiva“.

Il Giudice ha fatto proprie tutte le eccezioni della Banca, estendendo anche rispetto alle società di persone, l’efficacia estintiva della cancellazione dal Registro delle imprese e ciò nonostante l’intervento dei singoli soci in giudizio per fare proprie le domande della società cessata.

Il Giudice ha, infatti, ritenuto non determinante che l’azione sia stata introdotta dalla società attrice con atto di citazione notificato quando la società era ancora attiva, poi cancellata dal registro delle imprese solo nelle more del giudizio.

E ciò in quanto la mancata iscrizione del credito (all’epoca dell’instaurazione del giudizio, illiquido e incerto) nei confronti della banca in bilancio assurge a indice della volontà di rinunciare a detto credito, e, inoltre, nel caso in esame, non poteva parlarsi di sopravvenienze attive, emerse successivamente alla cancellazione della società dal registro delle imprese, al fine di dare luogo a un fenomeno di successione in capo ai soci.
In definitiva, il Tribunale di Firenze ha dovuto prendere atto della quietanza in cui i soci della Società attrice dichiaravano l’approvazione del Bilancio Finale di Liquidazione (che non consentiva un riparto di attivo tra i soci) senza riserva, e del fatto che nelle more del giudizio introdotto interveniva la cancellazione dal registro delle imprese della società attrice.

Per tutto quanto sopra, il Tribunale  ha di conseguenza ritenuto che il processo doveva ritenersi interrotto al momento della conoscenza nel giudizio della cancellazione dal registro delle imprese della Società attrice. E, poiché non si è verificato, dal punto di vista sostanziale, alcun fenomeno successorio in capo agli odierni terzi intervenuti per i diritti di credito incerti e illiquiditi già azionati dalla società, essi, dal punto di vista processuale, non avevano alcuna legittimazione attiva a proseguire il giudizio con apposito atto di intervento, giudizio che deve ritenersi estinto per “l’intervenuta rinuncia alla domanda da parte dell’attrice a seguito della cancellazione dal registro delle imprese con assorbimento delle ulteriori questioni dedotte tra le parti” (come richiesto dalla parte convenuta all’udienza di precisazione delle conclusioni).