La legge 104/1992 e il diritto alle agevolazioni a favore dei prossimi congiunti di soggetti portatori di handicap

201705.18
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Spett.le Studio Legale CNTTV, ho partecipato ad un bando di mobilità per infermieri.
Alla data di scadenza del bando avevo diritto di precedenza per legge 104.
A seguito decesso, alcuni mesi dopo, del parente assistito, non avendo ancora ottenuto il trasferimento desiderato, decado dalla graduatoria e la mia posizione verrà ricalcolata senza il diritto di precedenza?

L’art. 33 l. 104/1992 dispone una serie di agevolazioni a favore dei prossimi congiunti di soggetti portatori di handicap. Tra tali agevolazioni, il comma 5 prevede il diritto dei lavoratori subordinati, pubblici e privati,di “scegliere, ove possibile, la sede di lavoro piu’ vicina al domicilio della persona da assistere“.

In caso di decesso della persona da assistere, sembra venir meno il presupposto di tale diritto, considerato che l’interesse ad agire deve sussistere al momento della decisione, e non della instaurazione del procedimento (Cass. Civ., sez. lav., 24/03/2016,  n. 5900).
E difatti il comma 7-bis della stessa legge è chiaro nell’affermare “il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti“.
Confermative in tal senso sono state Cons. Stato, sez. IV, 16/10/2009,  n. 6355 (“Il pubblico dipendente, trasferito con riserva alla sede di residenza del congiunto portatore di handicap in attesa della conclusione del procedimento di cui all’art. 33, l. 5 febbraio 1992 n. 104, perde ogni diritto al beneficio nel caso di decesso del congiunto prima dell’adozione dell’atto conclusivo del procedimento stesso“) e T.A.R. Lazio, 22 marzo 2016, che hanno statuito addirittura la revoca del provvedimento di trasferimento già disposto a seguito del decesso della persona handicappata.

il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti
a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro piu’ vicina al domicilio della persona da assistere

Fermo che esiste anche una corrente giurisprudenziale (minoritaria) contraria e che necessiteremmo di verificare comunque la documentazione in suo possesso, restiamo a disposizione per ogni chiarimento e/o integrazione.

Cordiali saluti

Lo Studio Legale CNTTV