Il diritto al mantenimento va revocato se il figlio è fuori corso – Cassazione Civile, sez. I, sentenza 01/02/2016 n° 1858

201606.15
Off
0

La sentenza n. 1858 dell’1 febbraio 2016 della Corte di Cassazione affronta ancora il tema del mantenimento dei figli maggiorenni non ancora economicamente autosufficienti.

Il caso: due studenti universitari, conviventi con il padre, in favore del quale la madre versava il mantenimento.

In questo caso la madre si era rivolta al Tribunale di Napoli per richiedere la modifica delle condizioni di divorzio con la revoca dell’assegno; il Tribunale di prime cure aveva respinto la domanda e confermato le condizioni pattuite ma stabilendo che il versamento venisse eseguito direttamente in favore dei figli, diventati maggiorenni.

La Corte d’Appello accoglie invece il reclamo e revoca il contributo in favore dei figli.

A seguito del ricorso in Cassazione del padre, rimasto contumace nei due precedenti gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello.

Per giurisprudenza ormai consolidata si considera terminato il dovere di mantenimento dei figli maggiorenni 1) se il genitore obbligato dimostra che gli stessi abbiano raggiunto l’autosufficienza economica e 2) quando il figlio studente, per una sua inerzia non giustificata, non provvede a terminare gli studi, perdendo il diritto al mantenimento da parte dei genitori (vedi Cass. Civ. n. 8954/2010 Cass. Civ. ord. n. 7970/2013 e Cass. Civ. n. 4555/2012).

Nel merito, secondo i Giudici, i figli avevano ricevuto l’opportunità di frequentare l’Università ma per loro colpa non ne avevano tratto profitto (infatti, uno di loro aveva dato solo quattro esami in tre anni, l’altro era fuori corso per la quarta volta e aveva superato meno della metà degli esami complessivi). Nè basta. Infatti, da verifiche fatte presso l’Agenzia delle Entrate erano emersi redditi da lavoro dei due figli già da qualche anno.

Sempre in un caso analogo, la Cassazione ha dichiarato cessato l’obbligo di mantenimento per il padre, per avere la figlia, studentessa universitaria fuori sede di età superiore ai trentanni, non terminato il corso di studi oppure trovato una pur possibile attività remunerativa (Cass. Civ. n. 27377/2013).