201608.24
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Espulsione/esclusione da associazione

Dal mese di Novembre 2014, mi chiedo e chiedo inutilmente ai Diretti Interessati, all’Ente pubblico, (Assessorati Provinciali Competenti, Dipartimenti Provinciali, Uffici Provinciali, Difensore Civico ecc.), Spiegazioni e risposte, chiare ed esaurienti ad alcune domande specifiche!

Risposte, che oltre a me personalmente, credo potrebbero coinvolgere, centinaia di altri Pescatori Sportivi e (forse), anche i cacciatori Trentini! Purtroppo, penso di aver toccato con il mio Blog “Il nonno pesca in Val di Non”, qualche “nervo scoperto”!

Infatti, come unico risultato, e solo per questo, sono stato “ESPULSO” Ufficialmente dalla Ass. Pescatori Sportivi in C6 di Cles, ed è stato proibito ai rivenditori di vendermi il “Permesso Stagionale” di Pesca. Come ciliegina sulla torta, sono stato dichiarato “indesiderabile”, anche pro futuro!

Nel corso degli ultimi ventisei anni ho sempre pagato, mai una “contravvenzione”, mai un qualsiasi altro “richiamo” o “contestazione” di nessun genere!

Posso essere espulso, dopo 25 anni, da un’Associazione di Promozione Sociale, Concessionaria della gestione della Pesca Sportiva della Provincia Autonoma di Trento?


Gentilissimo,

il Suo quesito riveste talmente tante questioni che con le Sue poche indicazioni non può essere analizzato neppure sommariamente.

I problemi possono essere tanti ma sarebbe opportuno verificare, in primis, lo statuto dell’Associazione e i motivi che hanno determinato la Sua espulsione dalla detta associazione. E, naturalmente, la data in cui Le è stata notificata la comunicazione.

Tanto per fare qualche esempio, occorre sapere se la Sua sia un’associazione riconosciuta o meno in quanto si discute, ad esempio, circa l’applicabilità della disciplina dettata in tema di associazioni riconosciute alle associazioni non riconosciute. Tesi che esclude l’applicabilità degli artt. 23 e 24 c.c. alle associazioni non riconosciute, articoli che disciplinano le ipotesi dell’annullamento e sospensione delle deliberazioni (art.23 cc) e del Recesso ed esclusione degli associati (art. 24 c.c.). In realtà è bene osservare che – come evidenziato dalla più accreditata dottrina e da consolidata giurisprudenza – l’atto costitutivo o lo statuto di un’associazione non possono vietare il ricorso all’Autorità giudiziaria avverso il provvedimento di esclusione, ed, anzi, deve ritenersi nulla ogni rinuncia preventiva dell’associato in tal senso, con la conseguente applicabilità dei predetti articoli, nella stragrande maggioranza dei casi, anche alle associazioni non riconosciute.

Una volta analizzato lo Statuto dell’Associazione e la motivazione dell’espulsione, dovremo verificare, ad esempio, il concetto di grave motivo di esclusione, se sia stato escluso in forza di una clausola di esclusione ad nutum, se siano state, comunque  rispettate tutte le condizioni di Statuto e di Legge nel provvedimento di esclusione.

Ricordo da ultimo che con riguardo alle decisioni di esclusione del singolo associato, l’impugnazione risulta esperibile esclusivamente dall’interessato nel termine di decadenza di sei mesi dalla notificazione, sia se rivolta a contestare la sussistenza dei gravi motivi indispensabili per l’esclusione, sia se diretta a negare la legittimità dell’esclusione stessa.

Lo Studio sarà bel lieto di approfondire la questione prospettata e, restando in attesa di eventuali chiarimenti, si invia

cordiali saluti.