202004.01
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IL DECRETO CURA ITALIA: MISURE A SOSTEGNO DEI LAVORATORI AUTONOMI A PARTITA IVA E MICRO, PICCOLE E MEDIO IMPRESE

Il decreto Cura Italia ha introdotto tre misure a favore dei lavoratori autonomi a partita IVA o dalle micro, piccole e medie imprese che abbiano ricevuto finanziamenti dalla banca prima dell’entrata in vigore del decreto Cura Italia.

Possono ricorrere alla moratoria le imprese in bonis, anche se hanno già ottenuto misure di sospensione o ristrutturazione dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.

Per aderire alla sospensione, le imprese dovranno farne richiesta alla propria banca, inviando il tutto tramite PEC o raccomandata.

MA VEDIAMO UN PIU’ DA VICINO COSA PREVEDE IL DECRETO:

- l’articolo 56 comma 2 lettera a) del decreto Cura Italia stabilisce che non possono essere revocati dal 29 febbraio 2020 al 30 settembre 2020, neanche per la parte non ancora utilizzata, le aperture di credito a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti.

- l’articolo 56 comma 2 lettera b) prevede   che sono prorogati fino al 30 settembre 2020 e alle medesime condizioni  i prestiti non rateali (es. finimport, finanziamenti bullet).

- l’articolo 56 comma 2 lettera c) prevede da ultimo,  la sospensione  dal 17 marzo al 30 settembre 2020 compresodel pagamento delle rate di finanziamenti  e dei canoni di leasing.

Per potere accedere a tale misura è necessario che  le Microimprese  e le  PMI:

1. siano in bonis, ossia non presentino esposizioni deteriorate

2. abbiano subito in via temporanea carenze di liquidità per effetto dell’epidemia, che non implicano comunque modifiche significative alla loro capacità di adempiere alle proprie obbligazioni debitorie.

Nella comunicazione bisogna autodichiarare:
– il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria;
– di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell’epidemia da COVID-19;
– di soddisfare i requisiti per la qualifica di microimpresa, piccola o media impresa;
– di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000.

Tutte le banche, intermediari finanziari vigilati e altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia devono accettare le comunicazioni di moratoria, se ovviamente le stesse comunicazioni rispettano i requisiti previsti dal Decreto legge “Cura Italia.

Di conseguenza, se la comunicazione e l’autocertificazione conterranno tutti gli elementi sopraindicati, la Banca avrà l’obbligo di accettare la richiesta, non potendo opporre alcuna eccezione al riguardo.

Nel caso in cui il finanziamento è assistito da agevolazioni pubbliche, la banca o l’intermediario finanziario, trascorsi 15 giorni dalla comunicazione all’ente agevolatore, può procedere senza ulteriori formalità alla sospensione del finanziamento, secondo il principio del silenzio assenso.

Nella norma si fa riferimento ad elementi accessori. Per elementi accessori si intendono tutti i contratti connessi al contratto di finanziamento. Tra questi, in particolare, garanzie e assicurazione; questi contratti sono prorogati senza formalità, automaticamente, alle condizioni del contratto originario. Anche per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti, permangono inalterati gli elementi accessori al contratto di finanziamento senza alcuna formalità

Il periodo di sospensione comprende la rata in scadenza il 30 settembre 2020, vale a dire che la rata in scadenza il 30 settembre non deve essere pagata.

Puoi richiedere maggiori informazioni allo Studio Legale CNTTV inviando una mail al seguente indirizzo: info@cnttv.it