ECOBONUS 2018: ecco cosa cambia

201803.08
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La nuova norma porta con sé alcune differenze rispetto all’ecobonus 2017. Ecco le cose più importanti da sapere

La legge di stabilità 2018, approvata definitivamente lo scorso 23 dicembre 2018, ha confermato anche per il nuovo anno le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, introducendo tuttavia modifiche e novità rispetto alle misure previste dall’ecobonus 2017 (che a suo tempo avevamo spiegato qui). Facciamo quindi un po’ di ordine tra le cose principali da sapere di questo ecobonus 2018.

Ecobonus: breve riassunto

Si tratta di un’agevolazione fiscale a cui possono accedere i contribuenti che hanno fatto interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica della loro abitazione o di un edificio. Nella norma 2017 la detrazione era del 65% per gli interventi sulle singole unità immobiliari e saliva fino al 75% delle spese sostenute se i lavori interessavano parti comuni degli edifici condominiali.

La detrazione al 65% nell’ecobonus 2018

Dall’1 gennaio al 31 dicembre 2018 le detrazioni del 65% riguarderanno i lavori indirizzati a migliorare almeno del 20% il fabbisogno annuo di energia primaria rispetto ai requisiti del DM 11 marzo 2008, nonché le opere di coibentazione di strutture opache verticali e orizzontali che rientrano nel DM 11 marzo 2008. Tra gli interventi passibili di sgravi ci sono l’installazione di pannelli solari per produrre acqua calda, con un plafond di spesa massima di 60mila euro; l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100mila euro (il risparmio energetico deve essere almeno del 20%); l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, acqua calda e climatizzazione.

Cosa cambia con gli impianti di climatizzazione
L’ecobonus 2018 abbraccia anche la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione di classe A, fino a un tetto di 30mila euro. Tuttavia, per usufruire della detrazione del 65% tale intervento deve essere ora contestuale all’installazione di sistemi di termoregolazione evoluti. In mancanza di quest’ultimo requisito (quindi si installa solo la caldaia) la detrazione si riduce al 50%, mentre non si ha più diritto a sgravi nel caso in cui la caldaia sia di classe B.

Altri casi in cui l’Ecobonus 2018 scende al 50%

La manovra fa scendere dal 65% al 50% la detrazione relativa alla sostituzione degli infissi e all’installazione di schermature solari. Per le singole unità abitative, l’ecobonus al 50% si applica inoltre all’acquisto e alla messa in opera di generatori di calore a biomasse, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro.

Poche variazioni per l’ecobonus condomini

L’ecobonus 2018 conferma fino al 2021 gli sgravi per la ristrutturazione energetica delle parti comuni dei condomini. Andando nel dettaglio, l’aliquota di detrazione rimane al 70% quando gli interventi incidono sul 25% dell’involucro edilizio, mentre si passa al 75% (al pari della precedente norma) se la riqualificazione determina un incremento della prestazione energetica sia invernale che estiva. I condomini che sorgono nelle zone sismiche 1, 2 e 3 possono ora usufruire di una detrazione unica (sisma bonus + ecobonus) nel caso i lavori siano finalizzati contemporaneamente alla riqualificazione energetica e alla riduzione del rischio sismico. La detrazione è dell’80% se si passa a una classe di rischio inferiore e sale all’85% qualora il balzo copra due classi di rischio.

Ci sono altre due novità

Fino al 31 dicembre 2018 la possibilità di cessione del credito d’imposta, che prima toccava solo gli interventi relativi alle parti comuni (come avevamo raccontato in questo articolo), viene estesa anche alle opere di riqualificazione delle unità private. La modifica è pensata soprattutto per i soggetti incapienti: i beneficiari dell’ecobonus che dichiarano 8mila euro di reddito nel 2017 possono infatti cedere il credito corrispondente alla detrazione a banche e intermediari finanziari. Un’altra novità interessa le case popolari, che con il nuovo anno hanno diritto a tutte le agevolazioni previste dall’ecobonus, in precedenza circoscritte ai soli sgravi del 70% e del 75%.