201801.12
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Diritto Bancario – Usura originaria ed usura sopravvenuta (Tribunale di Taranto, sentenza n.67/2018)

Con la recentissima decisione n. 67/2018 del 18/1/2018, il Tribunale di Taranto (G.I. Dr.ssa Rossella Di Todaro), ha rigettato la domanda attrice tesa al riconoscimento del debordo degli interessi dai tassi soglia per essere stati i primi caratterizzati da usura sopravvenuta, nonchè allo sforamento di tali tassi per effetto del cumulo di tasso corrispettivo e tasso di mora.

         Quanto all’usura sopravvenuta il giudice si riporta alla recentissima sentenza delle SS.UU. n. 24675/2017 che l’ha esclusa a mente degli artt. 644 c.p. e 1815 comma 2 c.c., con ciò “valorizzando la volontà del legislatore di sanzionare la sola usura originaria, che si configura al momento in cui gli interessi usurari sono convenuti, non rilevando invece il momento del pagamento e ha concluso ritenendo che non è invalida sotto il profilo civilistico dunque nè penalmente rilevante la clausola contrattuale impositiva di interessi, che al momento in cui è pattuita, non impone interessi superiori al tasso soglia del periodo, non rilevando un eventuale superamento successivo, nemmeno sotto il profilo della violazione dell’obbligo di buona fede nell’esecuzione del contratto, giacchè non è contrario a buona fede richiedere al’adempimento di una clausola valida pattuita validamente in contratto“.

        Quanto al cumulo tra interessi di mora e interessi corrispettivi il giudice ribadisce che nel calcolo del TEG convenuto nel contratto non deve operarsi tale sommatoria perchè “mentre il tasso corrispettivo svolge una funzione di remunerazione del mutuo e va computato a pieno titolo nel TEG, il tasso di mora svolge una funzione sanzionatoria nei confronti del mututario inadempiente e risarcitoria nei confronti del mutuante, che subisce l’inadempimento, alla stregua di una clausola penale contrattualmente stabilita”.