Diritto Bancario – Responsabilità oggettiva della banca negoziatrice di assegno non trasferibile e contemporanea configurabilità del concorso di colpa del soggetto traente (Cassazione Civile, Sez. I, 2 dicembre 2016, n. 24659)

201705.29
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La Suprema Corte di Cassazione, pur riconoscendo una responsabilità oggettiva della banca negoziatrice per il pagamento di assegno non trasferibile a persona diversa dal beneficiario – ex art. 43, secondo comma, della Legge assegni -, ha confermato la configurabilità del concorso di colpa del soggetto traente a causa di una condotta sorretta da colpa generica, comunque qualificata, in capo al quale può essere espressamente riconosciuta la concorrente responsabilità pur trattandosi di un soggetto diverso da quello cui incombeva l’obbligo d’identificazione del portatore del titolo.
Nel caso affrontato dalla Suprema Corte, la società traente l’assegno non trasferibile, attrice in primo grado, aveva inviato lo stesso per mezzo di posta ordinaria (sistema certamente e generalmente riconosciuto come non sicuro). Il titolo era poi stato incassato da un soggetto diverso dal legittimo prenditore presso la banca negoziatrice convenuta e la società traente aveva dovuto emettere un secondo assegno in favore del reale beneficiario.
Ebbene, il giudice di primo grado aveva sancito il concorso di colpa nella misura del 50 % della società traente e della banca negoziatrice, con conseguente totale compensazione delle spese di lite, conclusione poi confermata dalla Corte d’Appello territoriale.

A questo punto l’attrice, parzialmente soccombente nella fase di merito, proponeva ricorso in Cassazione e la Corte, ribadendo l’orientamento prevalente, nel ritenere che la responsabilità della banca negoziatrice abbia carattere oggettivo, ha riconosciuto espressamente la possibile concorrente responsabilità anche di un soggetto diverso da quello su cui gravava l’obbligo dell’identificazione del beneficiario dell’assegno, ossia, nel caso di specie, in capo alla società attrice traente l’assegno, resasi autrice di una condotta connotata dal profilo soggettivo della colpa.

La Corte ha respinto il ricorso.

Alessandro Tarducci

Studio Legale CNTTV