Buongiorno Avvocato, alla morte di mio padre, ho saputo che egli, con testamento per atto pubblico, ha nominato quale propria erede universale mia sorella. Considerato che gli unici eredi di mio padre siamo mia sorella ed io, ci sono degli strumenti a tutela della mia posizione? Marco G.

201605.21
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Egregio Signore,
la legge, nell’ambito della successione testamentaria, riserva determinate porzioni del patrimonio del de cuius (defunto), ai c.d. legittimari, ossia ai congiunti più prossimi (coniuge, discendenti ed ascendenti, ecc.).
Suo padre, con la nomina di sua sorella quale erede universale, ha violato la porzione di eredità, c.d. legittima, a Lei riservata quale legittimario.
Pertanto, al fine di reintegrare la quota di legge a Lei riservata, occorre esercitare la c.d. azione di riduzione, ai sensi degli artt. 553 e ss. c.c., volta a far dichiarare invalido, integralmente o parzialmente, il testamento che hanno originato la suddetta lesione.
Stante la complessità della questione, Le consiglio in ogni caso di rivolgersi ad un professionista di Sua fiducia, affinché possa fornirLe tutta l’opportuna assistenza.